mercoledì 22 aprile 2009

Feccia

Perchè la tua carne putrida
genera sconcerto sul mio pene,
squadri il mio volto con aria sbilenca
tacendo il travaglio delle voglie.
Esco di senno e forse mi accorgo
dell'inopportunità di un gesto blando,
seguo il tuo sguardo e mi ritrovo
dall'altro lato del letto.

Quanti errori ho seminato invano
rinnegando il nulla più totale,
quando imparerò anche io a mangiare
troverò soltanto carcasse.

Esce di casa il mio volto stanco
per il pullman delle 7 al mattino.
Mi laverò ancora una volta
per levarmi la tua feccia di dosso.

martedì 21 aprile 2009

La sera a "Storie"

Assorbire il dolore da un cinema in quartiere,
augurare l'inutile morte del mondo
nello spirito alcolico di tutte le sere
per pagare,
per bere sadico il mio più denso pianto,
per gridare estatico il delirio d'occasione
e lasciarne il senso in un bicchiere vuoto
fra facce inebetite in processione.
Non ho niente da dire.
Ammiro vizioso l'amore degli altri,
sputo il vomito in un vicolo nero,
risorgo nel gusto di spaccare tutto.
Sono anche io un figlio d'opinione.
Nella mia negazione resto scevro,
vile e conforme
alla più meschina opposizione.
Ma non ho scelta.
Mi tocca pagare il conto
e cercare in un altro bicchiere
la rivoluzione.