lunedì 28 novembre 2011

Nero

Grigio rame del treno spento
ombre demenziali si contorcono
la campagna stanca le conserva
tramutando il giallo in omertà.

Non un passo fuori dal selciato,
non un fuoco, un tiro di schioppo,
non un cane, di lì s'appressa
la magra luna, e nulla più.

Senti d'un tratto violenze d'un tempo,
lotte nei campi morti del Tavoliere,
e la storia, sempre la stessa,
dell'uomo che mangia l'uomo.

Della bestia da soma.
E dei volti, neri, che dal nero emergono.
A volte.
Se s'accorgono.