venerdì 20 marzo 2009

Venerdì santo

Sui rivoli stanchi della pioggia
si annacquano quotidiane solitudini,
l'erba compare solo a tratti
ad incespare nella croscia
rinnegate consuetudini.
Sono i cani a riparare il pelo
in chiostri fatti di cartone,
sono i merli a rimediare un cielo
di speranze e lune oltremontane,
sono i vermi a rifilare a zelo
carcasse storte e atrocità.
Senza pietà il pianto rantolante
rumoreggia panico nella città
rifrangendo gioie e depressioni,
virtù e sopraffazioni,
possessi e privazioni.
Il bisogno del diluvio soddisfa
la sua colpa, l'inverno non è inutile
quest'anno.
E danzeremo zingari al mattino
sguazzando ebbri le pozzanghere insanguate
dagli strafacci sadici della notte.
Qualcuno, questa volta sì,
è morto per noi.

venerdì 6 marzo 2009

Retaggi

I fiochi passi delle tue molli rotte
non posano mai il piede tra i grandi disegni
che di notte m'assalgono.
Resti legata a un mito di cartone,
al foglio timbrato nello stato confusionale,
al voto sul registro,
al silenzio rinnegato.
Nell' ambizione di conoscerti
già so tutto di te,
livida e paziente rincorri altri battiti
prefissandoti avida traguardi su traguardi
ignorando scientemente me e il mio nulla.

Ogni giorno deludo lo stratagemma di distruggermi.
La scelta di te, come di lei, come di altre
è una nuova, quotidiana, distrazione.