venerdì 20 marzo 2009

Venerdì santo

Sui rivoli stanchi della pioggia
si annacquano quotidiane solitudini,
l'erba compare solo a tratti
ad incespare nella croscia
rinnegate consuetudini.
Sono i cani a riparare il pelo
in chiostri fatti di cartone,
sono i merli a rimediare un cielo
di speranze e lune oltremontane,
sono i vermi a rifilare a zelo
carcasse storte e atrocità.
Senza pietà il pianto rantolante
rumoreggia panico nella città
rifrangendo gioie e depressioni,
virtù e sopraffazioni,
possessi e privazioni.
Il bisogno del diluvio soddisfa
la sua colpa, l'inverno non è inutile
quest'anno.
E danzeremo zingari al mattino
sguazzando ebbri le pozzanghere insanguate
dagli strafacci sadici della notte.
Qualcuno, questa volta sì,
è morto per noi.

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