Cammino ogni giorno sul lungomare del disastro,
l’acqua invita a destra,
la gente ripudia a sinistra
in mezzo il solco di solitudine che ho tracciato.
L’estate lo rinfaccia sempre
nelle fughe spastiche di ognuno,
quando l’auto mi passa accanto
mostra il bambino e il suo insulto:
“Scemo!”,
quando il cristo fallito al molo
divide Peroni e pesci ai suoi discepoli,
quando non mi perdo, neppure,
nel volo del gabbiano.
Cammino ogni giorno dalle tre alle cinque.
Sempre in mezzo.
Al caldo.
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