giovedì 28 aprile 2011

Impero

Le stanze perfettamente chiuse
il buio del corridoio e la cucina sporca
il grido scabroso dietro una porta
che nessuno aveva il coraggio di aprire.
Si aggiravano come zombies dalle ore ventidue
provando a sconvolgere la noia
con sconvolte noiose abitudini.
Era una breve parentesi.
Il divertimento vero si godeva
nella vista dei loro corpi
morti
alle soglie del mattino
rantolati su poltrone fradice
e pasticche spezzate.
Sul pavimento giaceva, mai letto, "Impero".
Costruire l'impero sull'inedia
dei vari appartamenti universitari,
tutti ordinati dallo stesso disordine.
Distruggere.
Lavando le mie mani sporche
del sangue del reato.
Lavando le mie mani sporche
di sangue dal peccato.

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