sabato 11 luglio 2009

Straccio

«Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche con i sensi
tu che già vanti tante glorie borghesi e operai,
ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.»

Pier Paolo Pasolini


Si spegne nel giorno cartone la laica preghiera
di renderti straccio, volerti in mano al povero,
laccio del popolo, rimedio alle viscere.

Sei morta, Italia Rossa, soffocata a capo e piedi
dalla stretta mediatica, dalle insidie tristi
di idoli e pixel, da strati di disinformazione

che appellano al valore, da scale immobili
e gabbioni salariali, da inebetite reticenze
e da coloro che disertano, una volta, la lotta.

Perchè i simboli sono retaggi, l'economia è snob,
la storia è torcicollo, il vento è democratico,
la rabbia errore, l'identità un calderone

come vuole il padrone, come vuole il padrone.
E allora spogliati, davvero, di tutto il gusto,
levati il rosso del sangue di dosso,

rinchiuditi in un volto, rintantati nel vile
sfarzo del palazzo, e osserva spettatore placido
il porcile di contorno, e lo sguazzo del porco.

Quando uscirai fuori, senza forza e senza colore,
ti aspetteranno bianche e posticce visioni,
partito di bamboccioni e studentelli mantenuti

guiderai i tuoi foschi passi tra le folle globali
sicura forte di non essere utopia
ma presenza, reale, nella società del male.

11 giugno 2009

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